Nella posa del marmo c'è un tema che è determinante quanto la pietra stessa e che, nella maggior parte dei casi, va discusso ancora di più: il giunto, ovvero la fuga. Nel lato della fornitura, osservando per anni applicazioni diverse, abbiamo visto questo: le stesse lastre di Marmara Classico, di pari qualità, possono creare in due cantieri differenti sensazioni molto diverse. In uno la pietra si legge come una superficie continua, nell'altro ogni lastra è incorniciata da linee dure e il flusso naturale del marmo si interrompe. L'unica variabile che produce questa differenza nella maggior parte dei casi è l'ampiezza del giunto e il colore della fuga. In questa guida affronteremo insieme, dallo sguardo del posatore, dell'interior designer e del proprietario di casa, le dimensioni tecniche ed estetiche del disegno del giunto nella posa del marmo.
La discussione sull'ampiezza del giunto si svolge generalmente tra due grandi campi. Il primo approccio difende il giunto sottile tra due e tre millimetri. In questo intervallo le lastre si appoggiano molto vicine, la fuga si comporta come una stretta striscia tecnica necessaria e il primo punto in cui lo sguardo si posa è la pietra stessa. Nelle grandi sale, sui pavimenti delle lobby e nelle applicazioni in bookmatch a parete questo approccio dà spazio a una lettura del marmo come un quadro continuo. Il secondo approccio preferisce il giunto a carattere tra cinque e otto millimetri. In questo intervallo ogni lastra viene incorniciata in modo evidente, lo spazio si trasforma in una composizione più modulare e grafica. Progetti vicini al linguaggio industriale, alcuni interni commerciali e in particolare i progetti che impostano insieme pietra e accessori in metallo possono preferire questo giunto.
Mentre si decide è utile passare in rassegna tre domande. La prima è la scala dello spazio. Le ampie superfici risultano più serene con giunto sottile, mentre quelle più strette diventano più leggibili con giunto a carattere. La seconda è la struttura della venatura della pietra. Su superfici tranquille come Bianco Puro e lastre omogenee, il giunto a carattere può creare un interessante equilibrio dividendo il silenzio della pietra con un ritmo grafico. Al contrario, su pietre con venatura già forte come Marmara Classico, Panda e Pigiama Equatore, il giunto sottile è quasi sempre la decisione corretta perché un giunto largo interromperebbe la storia stessa della pietra. La terza è la precisione di posa. Il giunto sottile richiede un lavoro più scrupoloso nella fase di posa a secco, bordi delle lastre ben calibrati e un piano del pavimento mantenuto a tolleranza millimetrica.
La scelta del colore della fuga è la seconda decisione critica e può essere letta secondo due strategie principali. La prima è l'armonia, ossia scegliere una fuga vicina al colore di fondo della pietra e al tono dominante della venatura. Una fuga in tonalità crema o bianco osso con il marmo Bianco Puro, una fuga in tono grigio caldo con il Marmara Classico, una fuga in grigio morbido o bianco con la Dolomite, quando usate insieme ai rispettivi materiali, addolciscono i passaggi tra le lastre e fanno leggere la pietra come una superficie continua. La seconda strategia è il contrasto, ossia usare una fuga di tono contrario, più scura o più accentuata rispetto al colore della pietra. Questo approccio incornicia ogni lastra in modo evidente e rafforza il linguaggio grafico dello spazio, ma se non è disegnato con cura interrompe il flusso naturale della pietra. Dal lato della fornitura raccomandiamo per la maggior parte dei progetti residenziali la strategia dell'armonia; circoscriviamo invece la scelta del contrasto ai progetti in cui il designer la porta sul tavolo come decisione compositiva consapevole.




